Dacca è una città molto povera ma dal cuore grande.

Venuta alla luce grazie purtroppo ad alcuni tragici avvenimenti nel 2016, con una popolazione stimata di circa 15 milioni di abitanti, Dacca è la capitale del Bangladesh.
Ho avuto modo di visitare Dacca in un paio di occasioni durante alcuni viaggi di lavoro e non posso negare di essermi trovato bene tra queste genti.
Dacca, come tutto il paese non ha molto da offrire al visitatore. Quello che mi è rimasto impressa di più è stata stata la gentilezza e l’accoglienza che queste persone possono riservare agli stranieri.

La regione del Bangladesh è abitata da oltre 4000 anni ed è stata dichiarata come la culla del buddismo. Nel corso dei secoli, l’Islam si è imposto come religione ufficiale del paese.
Oggi si possono trovare ancora importanti templi buddisti, uno più affascinante dell’altro.
Un tempo la regione del Bangladesh era una delle più ricche dell’Asia meridionale con una vita culturale molto intensa. Perse la sua influenza e ricchezza quando divenne colonia Britannica dal XVI secolo alla 2ª guerra mondiale, poi passò al Pakistan fino alla dichiarazione d’indipendenza nel 1971.
La storia del Bangladesh potrebbe essere paragonata ad una spugna che nel corso del tempo ha assorbito le diverse religioni e culture dei popoli che soggiornarono nelle regioni. Oggi le vestigia di questo splendido passato sono ancora visibili, ma colpite dalle stimmate delle molteplici distruzioni legate alle guerre e alle inondazioni.
La cultura del Bangladesh è una sapiente fusione di diverse culture e religioni, alcune antiche di 2500 anni.
L’artigianato occupa un posto importante nella cultura bangladese. Si trovano infatti stili unici nei tessuti e nei gioielli, senza dimenticare la lavorazione a mano del legno, del metallo e della ceramica.

In città, nella parte sud, è possibile ancora visitare il vecchio centro con alcuni siti storici, tra i quali il forte Lalbagh, un complesso architettonico risalente al 1600 ma che non fu mai completato. Per la sua bellezza è il lista per diventare uno dei primi patrimoni dell’Unesco del Bangladesh.

ATTENZIONE: In questo periodo storico la Farnesina sconsiglia viaggi in questa zona se non puramente necessari. Visita il sito Viaggiare Sicuri per maggiori informazioni

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